Roberto Moschino

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L'orma fugace

Nel silenzio della neve
come nel silenzio della sabbia
l'impronta è l'unico suono
seppure felpato e senza nome,
il passo è il riflesso dell'uomo
o di qualche animale vagabondo
in cerca di un rifugio o di una  tana
perché si possa abitare il mondo.
E' questo un canto senza voce,
davanti l'immacolata purità
che un piede o una zampa calpesta,
dietro la sofferenza del passato
di cui presto la traccia sbiadirà.
E' così che ogni cammino si snoda
lungo un terreno incontaminato,
se passeggi nei viali o vicoli di strada
perdi il sentimento e la visione del cielo,
ritornano i sensi per quello che sono,
non la trasfigurazione della natura
ma l'epilogo balbettante
del quando e dell'istante.