In nome del Padre
Quante volte ti preghiamo o Padre perché nel tuo Regno di Grazia possa trovare accoglienza l'ascolto di un sofferto lamento non in nome di una falsa innocenza né di una promessa consolatoria. Sei la sponda di un navigante il faro di un pellegrino errante senza identità né cittadinanza, tutti poveri nullatenenti. Hai sentito la voce del Figlio implorante e il cuore palpita ad ogni vagito alla sfida sacrale rispondi impietrito, forse hai trepidato un istante, avere tra le mani il futuro del mondo e soffrire nel tumulto del cuore che ti ha imprigionato ogni scelta, dove si frantuma l'onnipotenza nel disegno infinito di Salvezza. Torna alla mente il sacrificio di Abramo ma questa volta l'agnello è un Uomo nel suo murale tormento, solo abbassa la testa chiude gli occhi abbraccia la Croce dell'olocausto.