Il canto del cigno
La carezza tardiva della brezza ripopola il cielo di stelle le nuvole sfilacciate le vesti filtravano una bava di luce, sembrano una lampada votiva nel deserto dell’oceano. È forse questo il canto del cigno, l’ultima pagina del diario alga ai confini dell’impossibile? Eppure una barca nell’obliquo debole sforzo dove ancora è coscienza dell’uomo inzuppata di vento e di pioggia galleggia come una culla, piccolo giunco indifeso arrivato dalla voce del Creato. Ascolta il nuovo vagito raccoglie le ultime cose purificato dalla speranza congiungi le mani e aspetta: “ha da passà ‘a nuttata”.