La stagione del risveglio
La vita è un incendio di domande ogni risposta ne strappa un lembo ma la foresta continua a bruciare, il rogo affumica la mente fai fatica solo a pensare nella confusione implorante. Questo palco secolare non è la fantasia di un malato o il filare di un povero cieco, è la palude da bonificare dove tutto si è impantanato e nel fondo rigurgita il male. Non rimane che operare in un sogno, il sogno può valere una stella che importa se solitaria quasi nomade nell'universo se quella è la strada da seguire. Non spegnere il fuoco ma purificato dal vento attraversa la galleria dell'inconscio, all'uscita di quel grembo oscuro neonato come foglia che si apre ti senti proiettato nel futuro che non è una cabala cieca, ma la vigna che hai coltivato scuote dalla ignava sonnolenza e scopri lo stupore della speranza.