La metropolitana
La metropolitana delle illusioni dove una folla variegata attende la prossima fermata corre tra caverne brume riemerge tra spazi aperti finché per un destino foggiato ad ogni stazione si blocca. Ti scosti quel poco al passaggio chi spinge chi scende chi sale cambiano volti ed accento rimane l’odore salmastro di qualche immigrato di una mano posta sul cuore e l’altra protesa inoffensiva come una foglia infelice nella solitudine del vento. Appeso ad un abito sgualcito in quella mista convivenza in quello strano silenzio ammutinati gli uni agli altri oscure esistenze impersonali listano la diversità del mondo. I sensi riprendono a pulsare riacquisti coscienza dello spazio, turbato in un canto un lampo giunto è il momento: “prego largo fate strada”; non so se questo è il finale per certo è un segmento fatale.