L'isola che non c'è
Una zattera galleggiante alla deriva rovescia tra le braccia della riva l'urlo silenzioso e disperato la fuga da un mondo disumano di chi confida nella coscienza dell'uomo. La notte è stesa ai loro piedi l'alba è l'incisione di un fiore un profumo di vita e di morte l'annuncio di un celeste chiarore un gioco incerto nel cielo della sorte, profugo in una civiltà tormentata voli sognando come sperduta farfalla, sei un acrobata sul filo del nulla. Nello spazio che circonda la preghiera non hai la forza di impedire alla morte di scendere improvvisa e bussare alla porta.