Onda che viene onda che va
La schiuma una ciglia del mare occhieggia dietro uno scoglio ti viene i piedi a leccare sbava contro un pattino rotola un'arsella spella un castello di sabbia poi saluta e ricomincia. Tra una pausa e l'altra scorgi nella dimenticanza di uno sbadiglio i giochi fluttuanti delle foglie piccole barche dondolanti che sfidano le motonavi inconsci del pericolo incombente, vestiti degli anni del futuro ci sentiamo i pirati del tempo, basta chiudere gli occhi, perché s'avveri l'esorcismo, la nave fugge al suo destino, noi alziamo il fiocco di un sogno. Torna l'onda e si fa cupa distratta non s'avvede, non il piede ma il corpo sano ti scuote minacciosa; è questo un oscuro segnale un innocente ammonimento, oppure è una risposta a una domanda rapita: che fine ha fatto il bastimento? Bagnato di mistero ti asciughi al sole della realtà. Onda che viene onda che va.