Canne al vento
Una cantilena strisciante un suono pesto di campane uno sciame di canne protese cerchia una fiumana di gente, scalfiti gli occhi e le mani lamentano un pezzo di pane dura pietra immorale. Un belato di speranze un fremito lasciano sul campo una spiga una veste di luce recisa. Il corteo è una calda muraglia un effimero fuoco di paglia, la fame nel mondo è un affare un investimento militare. Nello scontro resta riflessa l’essenza della mortale contesa, bulloni pietre umili ortaggi sono le armi di quei selvaggi a fronte una forza imponente e qualche pallottola vagante. Per ricavare una morale Non stare tanto a pensare: il forte domina il debole è dominato. Di una evidenza elementare.