Il regno delle favole
L'albero un braccio che sostiene la vela la cima un dito che tocca le stelle il mare un cuscino bagnato d'azzurro, un tremolio di ricordi ti avvolge nell'onda vivi il passato navighi verso l'ignoto l'ansia di un tempo colma gli spazi, una folata di vento una scossa dell'onda nel gioco dei colori che bagnano il viso; riprendi il cammino a compimento del mondo e tutto si frange sul molo d'approdo, intorno trovi riposo nell'esilio degli anni che impalliditi tra giochi d'ombra volano qua e là costellati nel buio, mentre scendi tra un silenzio di tomba giri gli occhi sorridi allunghi le braccia, avverti un pianto che nel vuoto risuona, la barca batte i denti per il mare che incalza, ne percepisci il richiamo la voce il lamento, un filo che ti tiene legato alla culla; si gonfia la vela nel vento che incalza, ne senti il fruscio sulla guancia, è la poesia di una favola che ti trastulla nel nulla.