Dissonanze
Gli occhi sono la porta del mondo, quando li chiudi rimane l’impronta. Inizia immaginoso il viaggio tra la cecità del deserto e l’ubertà dei campi. L’alba si scrolla la notte un velario tinge d’aurora la distesa ghiacciata. Riapri gli occhi a scaglie percepisci il timbro del mare, il vuoto grava petroso nel grigio destino rifratto, l’eco accoglie un singhiozzo lo svuota inquieto una grazia. La nebbia deforma gli spazi e sbriciola la realtà, i rumori spazzano le vie di una città detonata. È bella la luce abitata.