I due mondi
Tra la parola divina e il frutto del mondo è una spettrale lontananza uno squarcio insanabile una oscura vedovanza, ad una sarta per ricucire la via non basta il filo della coscienza. Nell'interrogare il destino stupisci del vuoto che assale non misuri il bene col male così la cometa passa e ricompare nella scia del sole. Raccogli nel paniere ciò che c'è, non ti dannare per quel che manca, non puoi vedere né tutto notare. Ogni cosa nasconde un segreto un passato ancora innominato un futuro fuoco di un roveto, su questa altalena che brucia negli interstizi del volo fissi l'occhio al traguardo a volte giovane a volte vecchio tutto riposa in uno sguardo.