Il riposo della natura
Nella monotonia dei giorni si specchia il tuo andare uno scorcio di primavera ti bagna come onda del mare contempli i colori sfumati e quello che resta dell'acqua; ritorna a parlare il sereno la lingua dei fiori e dei frutti, sei preso dall'emozione per la bellezza del paesaggio, quello che vedi è chiaro non è frutto di un miraggio. Peccato lasciare morire il profumo puoi guardare il cielo e non vedere seduto assente sopra una pietra oltre la dispersione degli anni. Ricuci le stagioni trascorse sciogli i lacci guarisci le pene godi l'offerta diffusa del dono per quanto pigra e fugace, stornato dal nuovo turbamento compensa la tua fragilità. Batte il sole sui campi spuntano i gialli covoni si stendono i filari stoppie e residui di steli.