Al centro commerciale
Non avere di che parlare non avere di che vivere gli manca la parola gli manca il cibo per campare, in un corpo scaldato dal sole che una giacca avvolge dimessa trapela la sua sofferenza in un gesto di vergogna da un braccio tremolante pende un serto di calzini per un'anima acquirente. Non ha questioni di prezzo ma è una cifra esorbitante - al di là della concorrenza del buon senso, sfiora l'arroganza. Il passo chiude involontario ho modo di cambiare itinerario, sospeso da un lungo rintocco sollevo dal cuore il sipario, vedo un volto inespressivo implorare un nucleo di pietà. La mano in tasca a smussare conta le scaglie di denaro, una colazione il giornale, niente più è la somma di una ipocrita virtù.