Nove mesi
Si nasce a testa in giù per lo meno questo è il segnale, l'indizio che tutto è normale. Spezzato il cordone ombelicale aleggia solitario l'aquilone porta con se un desiderio la volontà di vivere il principio, in questo ritorno ideale ritrovi la radice ancestrale quel nido sacro pigolante che un ciclo di dolore trasformò in un inno d'amore. Se questa è la natura dell'uomo libera il pensiero oltre la vita, se la causalità è un gioco un meccanismo un orologio scalpella nell'intimo del cuore coltiva un'onirica aiuola, dove i fiori non appassiscano mai. Nove mesi per il paradosso provenire da un mondo ordinato per finire nel mondo del caos. A mano che il passo si concilia e riesci nel bosco a districarti ti fai uccello foglia roveto, a volte ti lasci cullare come barca sull'onda del mare a volte dai fuoco alla pira e lasci un manto di catrame. Bambino adolescente vecchio seguendo la via della nave incrocerai lo scalo universale: è questo il tuo pellegrinaggio.