Stupore
La vita è una volta celeste il primo vagito una stella un sogno nella pace del mare. Non è una nota solitaria a grappoli si scambiano la voce fino a diventare una galassia. Sei come un cioccolatino una leccatina qui una lì passi di mano in mano come un atteso talismano, quanta grazia in questo monile una primula un'aiuola di luce un'isola senza confine sei del cielo l'elegia su cui poggia una sacra melodia. Cova qualche nuvola sparsa sembra un giocare innocente, una nebbia improvvisa l'ingloba tutto dispare in quel buio rapito tra l'alba e il tramonto rimani sospeso nel sogno. E' meglio tornare a dormire, chissà se il primo giorno vissuto non possa nel profilo del tempo come foglia portata dal vento ritrovare nel grembo materno la vela di una nuova farfalla che vola.