Il vagabondo del mare
L'autunno è giunto imprevisto è calato sul bruciare dei campi ha spopolato la spiaggia ha poggiato le mani sul tempo senza strappare foglie dai rami sei sorpreso dal rombo del tuono come quando da bambino ti impaurivi riflesso allo specchio. La rete sgocciola di pianto ma i pesci non hanno lacrime, è solo uno stillare di pioggia il frantoio dell'ora in minuti, è tardi volgi alla terra la prua eppure è così bello tremolare stupire nella macina del tempo ma non puoi incatenare il futuro liberare il passato e sognare, la terra lontana riposa e si spoglia del buio, appare la conca di un ricordo ti assale una verde nostalgia filtri il respiro e ripercorri la via.