Stanza numero....
L'ascensore è come il sole ora sale ora scende occhieggiante s'incanala lungo una guida d'acciaio si ferma nolente a comando, qualcuno entra qualcun altro esce nella varietà nervosa dei visi chi nasconde una lacrima chi trattiene un sorriso, nel glossario del pensiero rimani fermo incatenato, quante volte hai desistito ritratto nell'angolo buio mentre l'attesa si faceva profezia sullo stato di vita o di morte sul precordio della malattia. A che vale l'arco del timore strappa la garza dal cuore e dalla mente - permesso scusate è giunto il momento -; la porta è chiusa bussi ansioso, incroci le dita come un bambino ti affacci sul limbo del destino, guardi ma il sole ti accieca senti una voce che chiama è come la nota di un violino.