Roberto Moschino

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Stanza numero....

L'ascensore è come il sole
ora sale ora scende occhieggiante
s'incanala lungo una guida d'acciaio
si ferma nolente a comando,
qualcuno entra qualcun altro esce
nella varietà nervosa dei visi
chi nasconde una lacrima
chi trattiene un sorriso,
nel glossario del pensiero
rimani fermo incatenato,
quante volte hai desistito
ritratto nell'angolo buio
mentre l'attesa si faceva profezia
sullo stato di vita o di morte
sul precordio della malattia.
A che vale l'arco del timore
strappa la garza dal cuore e dalla mente
- permesso scusate è giunto il momento -;
la porta è chiusa bussi ansioso,
incroci le dita come un bambino
ti affacci sul limbo del destino,
guardi ma  il sole ti accieca
senti una voce che chiama
è come la nota di un violino.