Roberto Moschino

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Il muro

La roccia si sbriciola impotente
mentre un muro coagulo dell'odio
assolve e condanna impietoso
da una parte chi aspira al futuro
dall'altra chi calpesta ogni sogno.
Per avere diritto a un rifugio
una tana un buco da selvaggio
bisogna avere la carta d'identità
non basta un'anima un cuore una mente
bisogna sapere la tua discendenza:
sei frutto dell'uomo o solo apparenza?
Si respira un'aria lacerante
la fila è un solfeggio di lamenti
chi urla chi ondeggia chi piange
sembrano larve uscite da un sepolcro.
Da questa massa senza ritorno
sorride un volto stende una manina
una farfalla vi si posa sopra,
lui la guarda lei lo guarda
è un'arcata di pura follia,
fermi nel languore del cielo
le dita del bimbo tremule di tenerezza
si sciolgono in una carezza,
la farfalla fatata non fugge via
gli terrà nella notte compagnia.
Nell'oscurità trasfigurata in uccello
lo solleva leggera col becco
s'invola ardita oltre il muro:
da farfalla a colomba
è il momento più bello
soffio di uno spirito di carità.
Non scalfisce la rete dell'egoismo;
il muro divide il mondo a metà:
da una parte chi chiede aiuto
dall'altra chi oppone un rifiuto.