Il muro
La roccia si sbriciola impotente mentre un muro coagulo dell'odio assolve e condanna impietoso da una parte chi aspira al futuro dall'altra chi calpesta ogni sogno. Per avere diritto a un rifugio una tana un buco da selvaggio bisogna avere la carta d'identità non basta un'anima un cuore una mente bisogna sapere la tua discendenza: sei frutto dell'uomo o solo apparenza? Si respira un'aria lacerante la fila è un solfeggio di lamenti chi urla chi ondeggia chi piange sembrano larve uscite da un sepolcro. Da questa massa senza ritorno sorride un volto stende una manina una farfalla vi si posa sopra, lui la guarda lei lo guarda è un'arcata di pura follia, fermi nel languore del cielo le dita del bimbo tremule di tenerezza si sciolgono in una carezza, la farfalla fatata non fugge via gli terrà nella notte compagnia. Nell'oscurità trasfigurata in uccello lo solleva leggera col becco s'invola ardita oltre il muro: da farfalla a colomba è il momento più bello soffio di uno spirito di carità. Non scalfisce la rete dell'egoismo; il muro divide il mondo a metà: da una parte chi chiede aiuto dall'altra chi oppone un rifiuto.