Sul tetto del mondo
L'immortalità sembra un gioco di parole, la perdita della vita ti regala l'eternità. Da una parte la paura dall'altra l'ansia della meta, per scoprire il volto velato non ricorrere alla mente la ragione è solo supplente, raccogli nel campo seminato quel mistico sapore che non nasce per caso fantasia di un ambrato racconto. Ne percepisci il caldo e il freddo il torpore e il cambio di stagione, senti il dolore la sofferenza d'un tratto un bagliore sullo sfondo una trepida presenza; quello che sarà domani non è la profezia della Sibilla, sali sul tetto del mondo troverai un altro giardino il sorrisso del Padre guardiano tra le sue mani si compie il destino.