Roberto Moschino

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chiarore

Vedere carambolare le teste
mitragliate da bilie di piombo
senza buca dove sostare,
la morte che scende dal cielo
e al cielo torna immortale,
una piaga di sangue innocente
tra le mani dei mercenari,
in quel gorgo lugubre le parole
falciano più dei fucili.
Fuori una cortina di silenzio
che qualche grido lacera
in un lento sfilacciare.
Il sole flagellante s’ infrange
sui volti scavati dal pianto.
La rivolta compone una marea
parla una sola volontà
fino a sfiorare la follia
oltre il limite della fobia.