L’arpa
Si stampano i suoni la lira ne spande i colori e l’alba più chiara tra prunalbi di neve curiosa in mezzo alle ombre. Avanza la primavera con un gonnellino a fiorami leggera come l’erba che sfiora, contro gli scogli risciacqua la voce del mare, la dissonanza si scioglie, al cantore rapito non rimane che riprovare. L’arpa poggiata in un canto balugina come d’incanto, allunghi le braccia stendi la mano infrangi la pena rompi l’assedio riacquisti lo spazio, una nota rubata svanirà tra le pieghe del tempo.