Il bicchiere
Non hai finito di bere elisir e cicuta mescolati ti hanno trasfuso nell’angusta cruna dell’ago. Rimaste sono due dita, sorseggi più piano accarezzi l’illusione mentre la bocca mano a mano sente il sapore amaro del gioco dell’attesa; lo scontro cui sei chiamato è la sfida immortale. Il livello è sceso di un dito la sete accorta sensale oscilla fra il bene ed il male. Il bicchiere controluce svela ancora qualche goccia, logora in equilibrio nell’aria pur leggera non si frantuma. In questa penombra d’inezia fissi distante un punto la vista perde il suo senso reclini il capo sul petto, le mani contano i ricordi impagliati sui muri, figure imbalsamate nel cuore crocicchi di vene annacquate.