Roberto Moschino

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Lo splendore del Creato

La luce brilla al luminare del tuono
poi riposa in un pensiero di pace,
le nuvole velano una pallida luna,
mentre i fulmini incendiano  il cielo
nell'aria risuona un lamento
un mormorio nella notte stremata
che affonda tra ricordi di una muta giornata.
D'intorno s'invola il lembo di un ramo
che il vento ha spezzato e ti ha posto nella mano;
confuso attendi l'arrivo dell'alba
una tiepida voce ti rapisce dal sonno,
avverti nell'aria il profumo di un fiore
lo prendi e lo posi ai piedi del Signore
e rimani in attesa del fulgore dell'alba.

Quando il mattino apre le ali
e sorride dietro il filo dei monti
conti i passi senza il rumore del tempo
il mare ti osserva da lontano
ti carezza con un ritaglio di vento.
Sei una lucciola nell'universo
ma la nebbia ti appanna la vista,
resti immoto col fiato sospeso.
Il tuono è un grido di stupore
ti senti perduto nel livore del canto
chiudi gli occhi pieghi la testa
ti rifugi trepitante nel buio
un cherubino ti allunga la mano.