Lo zaino
La memoria custodita nello zaino sulle spalle curvate dal tempo s'arrampica lungo il declivio nelle vestigia della fantasia, barcolla sul crinale della luce vola tra il canto degli uccelli spiana nell'aria affannata, ancora c'è un tratto di salita per raggiungere la cima la tentazione di scalare s'acquieta nel furore del sole, c'è un fiore riarso da cogliere un silenzio fiabesco da respirare e poi salire salire salire con il cuore che batte a precipizio, cosa fare raggiungere il trono e così incontrare il giudizio? Apri lo zaino la memoria si copre il volto, non vede procede senza il passato: cosa chiedere cosa offrire come affrontare questa afonia. Discendi per altro sentiero hai perso l'orientamento il cuore è un braciere, di lontano appare la malga, lo zaino ha guidato il passo, scrutato il fumo sottile ritrovato il nido fedele. Entri posi lo zaino perplesso, dell'ansia del sogno perduto del punto più alto ignorato rimane un bagliore incompreso: un angelo celato o una figura di gesso? Nella orazione della notte un uccello buca il silenzio una foglia si adagia nel vento, un fiore mostra il suo volto, su tutto il cielo vola un sospiro; domani è un altro giorno risali lungo il cammino non c'è stanchezza da temere paura da incorniciare, scoprirai il mondo dall'alto a tu per tu con il Creato.