Mille anni...e poi mille
Quando la natura mostra il suo volto arcigno furioso contaminato e l'uomo respira sgomento nel ricordo del libro del tempo dove il mondo creato scorre nella parusia dell'Apocalisse, tu al cospetto dell'ignoto tremi inerte impotente perché ignori nel buio, che eclissa il cielo e cela la luna, né dove né quando si svela il mistero, su nulla si posa il pensiero; avanza una voce possente non è dato con un gesto sapere chi muore chi vive chi geme si percepisce solo l'onda del mare che batte nei cuori a martello, tutto è raccolto nel mantello che impedisce la vista del regno, ascolti il lunario della profezia stai tra i naufraghi o i salvati? Si vaga nell'inconscio del mare l'arco è sotteso tra gioia e dolore dove la gioia non è il riscatto ma la sua sublimazione. La morte non è il compimento del viaggio il sipario di un dramma corale è la metamorfosi di un sogno.